venerdì, 04 dicembre 2009
CIao a tutti,

chi c'è per un zingarata in questo week end molto lungo (non so voi, ma io riprendo a lavorare mercoledì). In base alle esigenze di tutti decidiamo il giorno e la durata (1 giorno o 2 giorni). Beppe oggi scopre se deve lavorare lunedì. Direi che sta sera facciamo il punto della situazione. Incominciate a dirmi se e quando potete.


postato da: bufx alle ore 08:38 | Permalink | commenti (10)
categoria:viaggio, invito
sabato, 28 novembre 2009
GIOVEDI' 13 AGOSTO

Lasciamo Gerusalemme con il bus dopo aver ammirato l'ultima meraviglia di questa città: il Duomo della Roccia, dove si dice che Maometto sia salito al cielo. La spianata delle moschee a mio parere si rivela il momumento più bello di questa fantistica città.
Prendiamo il bus verso l'estremo Sud fino al Golfo di Aqaba al confine con la Giordania. Prima di salire sul bus mi capita una scena divertente: per andare ai cessi bisogna pagare 1 Shekel, prima di passare mi ferma una soldatessa con tanto di Ak47 chiedendomi qualcosa in ebraico. Io ovviamente non capisco un cazzo, finchè realizzo che probabilmente aveva bisogno di qualche moneta per entrare a pisciare. Io allora le allungo uno shekel ma lei mi fa capire che potevamo passare il tornello insieme con una sola moneta. E così pressatissimi passiamo l'ostacolo, non provo neanche a strusciarmi troppo visto che era armata. Tornando dalla pisciata vedo altri soldati che scavalcano direttamente il tornello, scene che sinceramente non mi sarei aspettato neanche dal soldato più zarro di S. Donato...
In bus conosciamo una ragazza romana, Karen, con il suo tipo, un freddo scozzese di nome Steward. Arrivati a Eilat verso le 19 decidiamo insieme agli altri di passare il confine Giordano per andare alla volta di Petra. Prendiamo un taxy per il confine, io mi accorgo che stiamo andando verso Sud e chiedo al taxista se non stessimo andando verso il confine egiziano, effettivamente era così e allora invertiamo la marcia.
Passiamo il confine a piedi senza grandi problemi (basta pagare la tassa di uscita e per Israele non c'è problema). Arrivati dall'altra parte riusciamo a prendere un taxy con Karen e Steward che ci porta direttamente a Petra. Il taxista è un Giordano che ha vissuto a Nashville (TN) diventando il manager di un Pizza Hut e così parliamo un po' di tutto. Io alla fine gli faccio una domanda scomoda: "Ma re Abdullah beve alcolici o no?". Lui mi risponde: "Secondo me in privato beve! Però basta farmi queste domande, vuoi che mi mettano in prigione (ridendo)!!". Dovete sapere che la famiglia ascemita di Abdullah  deriva direttamente da Maometto.
Troviamo un alberghetto economico e la sera andiamo a mangiare in un ristorante senza pretese. Trovare alcolici è quasi impossibile, l'unico posto è il bar di un albergo ma quando entriamo ci caccia fuori in quanto chiudeva alle 11.
Passiamo la serata a bere succhi di frutta parlando con un mezzo zingaro del posto, che sosteneva di aver conosciuto un italiana la quale non rispondeva più al telefono (beh la conosciamo la stronzaggine delle italiote no!).


VENERDI' 14 AGOSTO

La giornata è dedicata interamente alla visita delle rovine di Petra. Il posto mi colpisce molto per la sua vastità: per vedere bene tutte le rovine ci vorebbero almeno 3 giorni. Noi ci dedichiamo a quelle principali con il Tesoro e il Monastero in testa. Stupendo è l'arrivo al Tesoro, si passa in mezzo a un canion strettissimo con un paesaggio quasi lunare. Neanche a dirlo fa un caldo bestia e Marco si fa la salita per raggiungere il Monastero sul dorso di un asino. Unica nota dolente del luogo sono gli zingari che abitano spesso in alcune caverne all'interno delle rovine e c'è una puzza che potete immaginare... Questi zingari sostengono di essere i discendenti dei Nabatei, popolo che pare aver costruito la città nel I sec a.c. A me sembra impossibile che questi pezzenti siano i discendenti di quei geni!




Finita la visita torniamo con il taxista al confine israeliano. Passare il border questa volta non è un gioco da ragazzi: mille controlli con il metal decedtor, milioni di domande su cosa avessimo fatto in Giordania (avete conosciuto qualcuno?, vi hanno dato qualcosa da portare in Israele ecc...). Inoltre a me chiedono "perchè sei stato in Siria?". Io rispondo "Per turismo". Poi ci fanno passare, alla fin fine siamo italiani! Troviamo un sudicio ostello in periferia di Eilat e ci buttiamo nella noche loca israeliana. Prima ci facciamo un giro in spiaggia dove è pieno di bancarelle e anche di famigliole purtroppo. Poi quando stiamo per entrare in un normale Irish pub abbiamo un folgorazione: c'è un'insegna con scritto "Beatles". Non possiamo non entrare, siamo accolti immediatamente dalla musica di questa mitica band. Ovviamente passiamo la sera a ubriacarci nel locale. Dopo l'una di notte finisce la musica dei Beatles e parte musica Dance '70 così io e Marco già un po' brilli ci lanciamo in pista, con poco successo per la verità.


 


SABATO 15 AGOSTO

GIornata di trasferimento. Nonostante sia Shabbat riusciamo a prendere un autobus per Tel Aviv a orari umani. Il percorso che facciamo passa in mezzo al Deserto del Negev, inutile dirlo uno dei posti più inospitali della terra. Eppure a volte il bus si ferma in mezzo al nulla a lasciare dei militari in dei minuscoli Kibbutz. Sinceramente questi ragazzi che vengono mollati lì in mezzo al deserto mi fanno molta pena! Ci credo che poi finito il servizio militare abbiano bisogno di passare alcune settimane ad Amsterdam o ad Ibiza per svagarsi un po'!
Arrivati verso sera a Tel Aviv giungiamo giusto in tempo per farci l'ultimo bagno. In spiaggia ci sono anche dei ragazzi italiani con una chitarra che suonano delle canzoni di Elio (veramente strano a pensarci bene), tra cui il pezzo che fa "Martesana proscuigada...proscuigada".
La serata, dopo l'ultimo Kebab, la passiamo in un locale dove fanno musica dal vivo di pessima qualità. Così per finire la serata torniamo in un locale sulla spiaggia a rilassarci.


DOMENICA 16 AGOSTO

Dopo un piccolo giro per il mercato dove compriamo le ultime cose ci dirigiamo all'aeroporto per lasciare il paese. Al check in mi ribaltano la valigia. Ovviamente fra le tante cose ci sono la tipa della security mette subito in bella mostra i miei goldoni (inutlizzati aihmè). Marco scoppia a ridere!. A pensarci bene io quasi avrei sperato in un body check visto che la soldatessa era veramente figa!
Passato questo ultimo controllo prendiamo l'aereo verso casa. E' stato un viaggio molto faticoso, il caldo a volte era quasi insopportabile, però anche questa volta siamo riusciti a riportare il nostro culo bianco a casa!

lunedì, 23 novembre 2009

..mi muovo io. Nessuno posta, ormai anche i commenti si fanno desiderare, non c'è niente da leggere e poichè il mio lavoro è bloccato e non ho niente da fare, provo a tirare su il morale a chi invece si ammazza di lavoro (??) in azienda con qualche barzelletta su diversi tipi di professioni. Alcune mi sembrano molto carine. Anche se credo che la prima del gruppo difficilmente potrà sollevare il morale a qualcuno:

 

 Engineers and scientists will never make as much money as business executives. Now a rigorous mathematical proof that explains why this is true:.

 

Postulate 1: Knowledge is Power.
Postulate 2: Time is Money.

As every engineer knows,

Work/time = power

Since Knowledge = Power, and Time =Money, we have

Work/money = knowledge

Solving for Money, we get:

Work/knowledge = money

Thus, as Knowledge approaches zero, Money approaches infinity regardless of the Work done.
Conclusion: The Less you Know, the more money you Make.

 Speriamo che le prossime abbiano migliori effetti:

3. Persi nel profondo di una valle
Due uomini ed una donna volano felici su una mongolfiera. Ben presto, però, si perdono nel profondo di una valle.
Uno dei tre dice: - Ho un'idea. Chiediamo aiuto da questa e l'eco trasporterà le nostre voci molto lontano, dove qualcuno potrebbe udirle.
Così egli si sporge dall'abitacolo e urla: - Aiutooooo! Dove siamooooo?
L'eco ripete la frase diverse volte.
Dopo 15 minuti odono una eco lontana che dice:
- Vi siete persi in una valleeeee!
La donna dice: - Quello che ci ha risposto è un matematico di sicuro.
Uno degli uomini, stupito, le chiede: - Come fai a saperlo?
E lei risponde: - Per tre motivi: (1) ci ha messo un sacco di tempo per rispondere, (2) è stato assolutamente corretto, e (3) la sua risposta è assolutamente inutile.

La toilette deserta
Un matematico, un biologo ed un fisico sono seduti ad un bar e osservano la porta della toilette. Inizialmente non c'è nessuno nella toilette, ed essi lo sanno.
Ad un certo punto 3 persone entrano nella toilette.
Dopo un po' ne escono 5 senza che nessun'altro sia entrato.
Il fisico dice: - Il nostro conteggio non è stato abbastanza accurato.
Il biologo dice: - Noi abbiamo contato bene, perciò si devono essere riprodotti nella toilette.
Il matematico dice: - Siccome 3 - 5 = -2, se entrano esattamente due persone la toilette sarà di nuovo vuota.

Mi ami?
"Ami di più la matematica o me?"
"Naturalmente no, cara, io amo te molto di più."
"Allora dimostralo!"
"Dunque... Sia A l'insieme di tutte le cose amabili..."

Ottima scelta
Uno studente di Matematica che di solito andava all'Università a piedi, un giorno arrivò in una fantastica bicicletta nuova.
"Dove hai preso quella bicicletta?" gli chiesero i suoi amici.
"Me l'ha regalata una ragazza del primo anno a cui avevo dato alcune lezioni private. Ieri mi ha telefonato che aveva superato l'esame e che sarebbe passata a trovarmi per ringraziarmi di persona. E' arrivata a casa mia in bicicletta. Quando l'ho fatta entrare, si è tolta tutti i vestiti, mi ha sorriso e mi ha detto: 'Prendi quello che vuoi!'"
Uno degli amici commentò: "Hai fatto bene a prendere la bicicletta."
Un altro aggiunse: "E' vero. Immagina quanto saresti ridicolo con addosso dei vestiti da donna! Che magari non erano neanche della tua misura!"

Si convocano un ingegnere, un matematico ed un fisico per studiare le equazioni del moto del cavallo. Il problema non è facile.
L'ingegnere dopo un po' presenta un suo modello: "Non so che abbia fatto... qui si approssima... qua talvolta funziona... grossomodo va...".
La soluzione però non soddisfa. Si va allora dal matematico che, tutto gasato e con un caffè in mano esclama: "Sono a buon punto! Ho appena dimostrato l'esistenza del cavallo!"
Delusi, come ultima scelta, si ripiega sul fisico: "Ma certo è tutto risolto. Ho risolto il problema analiticamente e ho pronto il modello. Allora, lavoriamo nell'ipotesi che il cavallo sia sferico..."

Un professore di fisica chiama alla cattedra un allievo: ""Vedo che alla fine dei calcoli le viene come valore della accelerazione di gravita' un numero negativo...Visibilmente arrabbiato prende il libretto dello studente, lo getta dalla finestra, ed esclama: ""Adesso vada a prenderlo al piano di sopra !""

Tre naufraghi arrivano su un'isola deserta: un fisico, un chimico e un economista. Trovano sull'isola una cassetta piena di cibo in scatola ma non sanno come aprirla.
Il fisico:" gettiamole giù per il dirupo"
Il chimico: " riscaldiamole fino a farle aprire"
L'economista: "Ipotizziamo di avere un apriscatole...."

Un matematico, un contabile ed un economista concorrono per lo stesso lavoro.
L'intervistatore chiama il matematico e chiede: "Quanto fa due più due?" Il matematico rispose "quattro". L'intervistatore chiede "Quattro, esattamente?". Il matematico guarda l'intervistatore ed incredulo disse: "Si, quattro, esattamente".
Successivamente l'intervistatore chiama il contabile e gli fa la stessa domanda: "Quanto fa due più due?". Il contabile risponde: "In media, quattro - più o meno il 10%, ma in media quattro".
Infine l'intervistatore chiama l'economista e gli pone la stessa domanda: "Quanto fa due più due?". L'economista si alza, chiude la porta a chiave, abbassa le tapparelle, si siede accanto all'intervistatore e gli dice: "Quanto vuole che faccia?".

Three economists and three mathematicians were going for a trip by train. Before the journey, the mathematicians bought 3 tickets but economists only bought one. The mathematicians were glad their stupid colleagues were going to pay a fine. However, when the conductor was approaching their compartment, all three economists went to the nearest toilet. The conductor, noticing that somebody was in the toilet, knocked on the door. In reply he saw a hand with one ticket. He checked it and the economists saved 2/3 of the ticket price.
The next day, the mathematicians decided to use the same strategy- they bought only one ticket, but economists did not buy tickets at all! When the mathematicians saw the conductor, they hid in the toilet, and when they heard knocking they handed in the ticket. They did not get it back.
Why? The economists took it and went to the other toilet.

When Albert Einstein died, he met three New Zealanders in the queue outside the Pearly Gates. To pass the time, he asked what were their IQs. The first replied 190. "Wonderful," exclaimed Einstein. "We can discuss the contribution made by Ernest Rutherford to atomic physics and my theory of general relativity". The second answered 150. "Good," said Einstein. "I look forward to discussing the role of New Zealand's nuclear-free legislation in the quest for world peace". The third New Zealander mumbled 50. Einstein paused, and then asked, "So what is your forecast for the budget deficit next year?"

Experienced economist and not so experienced economist are walking down the road. They come across a pile of horse manure lying on the asphalt.Experienced economist: "If you eat it I'll give you $20,000!"
Not so experienced economist runs his optimization problem and figures out he's better off eating it so he does and collects money.
Continuing along the same road they come across another pile of horse manure.
Not so experienced economist: "Now, if YOU eat this I’ll give YOU $20,000."
After evaluating the proposal experienced economist eats it and collects the money.
They go on. The not so experienced economist starts thinking: "Listen, we both have the same amount of money we had before, but we both ate horse manure. I don't see us being better off."
The experienced economist replies "Well, that's true, but you overlooked the fact that we've been just involved in $40,000 of trade."

Three guys decide to play a round of golf: a priest, a psychologist, and an economist.They get behind a *very* slow two-some, who, despite a caddy, are taking all day to line up their shots and four-putting every green, and so on. By the 8th hole, the three men are complaining loudly about the slow play ahead and swearing a blue streak, and so on. The priest says, "Holy Mary, I pray that they should take some lessons before they play again." The psychologist says, "I swear there are people that like to play golf slowly." The economist says, "I really didn't expect to spend this much time playing a round of golf."By the 9th hole, they have had it with slow play, so the psychologist goes to the caddy and demands that they be allowed to play through. The caddy says O.K., but then explains that the two golfers are blind, that both are retired firemen who lost their eyesight saving people in a fire, and that explains their slow play, and would they please not swear and complain so loud.The priest is mortified; he says, "Here I am a man of the cloth and I've been swearing at the slow play of two blind men." The psychologist is also mortified; he says, "Here I am a man trained to help others with their problems and I've been complaining about the slow play of two blind men."The economist ponders the situation-finally he goes back to the caddy and says, "Listen, the next time could they play at night."

 Bene, ora dotemi quale vi è piaciuta di più (almeno così sarete obbligati a commentare)..

ps: Ah non vale dire che non ve ne è piaciuta nessuna e per questo non avete commentato..

 

Citazione del momento:  "La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. In questo caso abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funziona... e nessuno sa il perché!" - Albert Einstein


postato da: Kinta84 alle ore 13:47 | Permalink | commenti (2)
categoria:lavoro, fisica, delirio, nerd
mercoledì, 11 novembre 2009
Mangiare piano
aiuta a non ingrassare
 
Mangiare velocemente ingrassa perché non dà il tempo di sentire che si è sazi. Lo afferma uno studio condotto dal Laiko General Hospital di Atene. Stando alla ricerca, gli ormoni che devono spegnere l'appetito non sono prodotti a sufficienza per indurre sazietà quando ingoiamo cibo velocemente
 
 Mangiare velocemente ingrassa perché non dà il tempo di sentire che si è sazi. Lo afferma uno studio condotto dal Laiko General Hospital di Atene. Stando alla ricerca, apparsa sul Journal of clinical endocrinology & metabolism (Jcem) della Endocrine society, gli ormoni che devono spegnere l'appetito dopo ogni pasto non sono prodotti a sufficienza per indurre sazietà quando ingoiamo cibo velocemente. L'intestino produce, a pancia piena, il peptide Pyy e il peptide glucagone simile (Glp-1), che inviano al cervello il segnale di sazietà.

È un problema che affligge quasi tutti: si ha poco tempo e si mangia di fretta, velocemente. Ci si butta sul piatto o sul panino con voracità. Ma questa pratica è il modo migliore per avere ancora fame e mangiare di più, con il rischio evidente di "farsi del male", cioè ingrassare o alimentarsi in modo scorretto pregiudicando, a lungo andare, la salute.

Ecco così che mangiare velocemente provoca una riduzione nel rilascio degli ormoni della sazietà che invece sono rilasciati adeguatamente e possono fare il lavoro per cui sono stati "creati" quando si mangia lentamente; cosa che è da sempre consigliata da tutti i nutrizionisti e dietologi.

I ricercatori hanno condotto uno studio su alcuni soggetti che sono stati invitati a consumare 300 ml di gelato a ritmi di velocità diversi. Durante la prova sono stati prelevati campioni di sangue per misurare i livelli di glucosio, insulina, grassi plasmatici e ormoni intestinali. I prelievi avvenivano ogni 30 minuti partendo da prima del pasto per terminare alla fine delle prove, ovvero quasi due ore dopo.

Dai risultati delle analisi è emerso che i soggetti che hanno utilizzato tutti e 30 i minuti per finire il gelato avevano una più alta concentrazione di ormoni dell'appetito denominati Pyy e Glp-1 e tendevano ad avere un più alto senso di sazietà.

«La maggior parte di noi hanno sentito dire che mangiare velocemente può portare a un consumo eccessivo di alimenti e obesità, e in effetti alcuni studi osservazionali hanno sostenuto questa idea. Il nostro studio fornisce una possibile spiegazione sul rapporto tra velocità nel mangiare e il mangiare troppo, mostrando che il ritmo al quale una persona mangia può avere un impatto sul rilascio di ormoni intestinali che segnalano al cervello di smettere di mangiare» ha commentato Alexander Kokkinos, autore principale dello studio.

Questo articolo dimostra chi sono i due CdS che hanno ragione. E mi dà anche lo spunto per inventare un adagio: chi corre a tavola, corre al parco.

Citazione del momento: ""L'ozio è il principio di tutti i vizi, il coronamento di tutte le virtù."  Franz Kafka

venerdì, 06 novembre 2009
MARTEDI'  11 AGOSTO

Dopo la solita spettacolare colazione sulla terazza dell'albergo (spettacolare per la vista non per il cibo...), ci dirigiamo alla porta di Damasco per prendere un taxy. La nostra idea era andare alla stazione dei bus e raggiungere in giornata il Mar Morto. Il taxista ci consiglia di andare in taxy e visto che ci fa un buon prezzo accettiamo.
Arriviamo in una spiaggia del Mar Morto molto attrezzata e passiamo una giornata in completo relax provando l'effetto che da l'immergersi in un lago con una quantità di sale fuori dal comune. Ovviamente non posso non fare le solite foto stupide, così prendo la carta geografica e incomincio a far finta di leggerla mentre sono immerso. Guardate qui:

mar morto

La sensazione di stare a galla così tanto è veramente strana, ma io non riesco a resistere nell'acqua per più di 10 minuti: dopo un po' che stavo dentro incominciava a pizzicarmi tutto il corpo (soprattutto la barba che mi ero sfortunatamente fatto la sera prima). Il panorama è molto bello tuttavia vi è un nota dolente, essendo il Mar Morto il luogo più basso sulla terra (-130 metri) fa un caldo della madonna!! Avrò fatto fuori 5 litri d'acqua al bar!
Prima di andarcene conosciamo dei soldati israeliani di origine moldava; in particolare mi ricordo che parliamo dellà libertà che si respira ad Amsterdam (droga, sesso...).


soldati

Torniamo a Gerusalemme e la serata la passiamo in un locale nel centro moderno incontrando le stesse facce e le stesse persone del giorno prima (sembra di stare in un paesino).


MERCOLEDI' 12 AGOSTO

Partenza alle 9, il taxista del giorno prima (Rami) ci aspetta alla Porta di Damasco per portarci a fare un escursione in giornata in Cisgiordania.
Prima sorpresa, per entrare in Cisgiordania non c'è nessun check point (in ingresso ovviamente si). Altra cosa che mi stupisce: in giro c'è un sacco di polizia palestinese (controllata da Fatah) molta più che in Israele.
La prima cosa che ci porta a vedere il taxista è il famoso muro che divide i terrotori da Israele. Vederlo dal vivo fa molta impressione: è alto più di 5 metri e ci sono delle torrette ogni 20 metri. La cosa interessante sono i murales: in particolare ci colpisce uno in cui c'è scritto "I want my ball back!".
La cittadina a parte la cappella della natività (molto antica) e i manifesti di Abu Mazen e Arafat non ha molto da offrire. Pensavo di trovare molta povertà, invece mi è parsa una traquilissima e dignitossisima città araba.
Proseguiamo a vedere delle rovine di una citadella fatta costruire da Erode il Grande, molto interessanti sono dei tunnel che portano dalla valle fino alla sommità collina su cui era posto il palazzo. Dalla collina si possono scorgere alcuni accampamenti militare israeliani che fanno ricordare ai palestinesi che alla prima cazzata  gli ebrei sono pronti a tornare in azione!
Verso la fine della mattinata arriviamo alla rovine della celeberrima Masada (cercate la storia su Wikipedia). Prima di salire in funivia alla rovina mangiamo qualcosa, guardate Marco come si rimpinza. Io ho avuto la soddisfazione di mangiare il Wurstel in Israele!!




La città è arrocata su un montagna a picco sul Mar Morto, le rovine non sono eccezzionali ma il posto è qualcosa di stupendo e l'atmosfera è magica anche se un po' incadescente (la macchina segnava 38 gradi!!). Io nonostante il caldo decido di visitare tutte le rovine, Marco mi abbandona a metà tragitto.
  Ultima tappa delle gita è Jericho, la città più antica del mondo. Marco non riesce a resistere da fare la turistata e paga per fare un giro sul cammello in un parcheggio asfaltato (TRASH!!!!).
Prendiamo una funivia che ci porta sul monte delle Tentazioni dove è costruito un monastero che purtroppo era chiuso. Durante il tragitto in funivia si possono ammirare le rovine di Jericho, di cui è rimasto veramente poco.
Nel parcheggio conosciamo anche delle tedesche alle quali ovviamente non chiediamo cosa avrebbero fatto quella sera (siamo i soliti coglioni).
La sera la passiamo come al solito a sbronzarci nella parte nuova di Gerusalemme.
Per concludere beccatevi questo video.




sabato, 31 ottobre 2009

Citazione del momento: "Chi non ha mai commesso l'errore di togliersi i pantaloni prima delle scarpe, costui non sa niente dell'amore." - Giorgio Gaber 

martedì, 06 ottobre 2009
Ultimo giorno
Se pensiamo che è da fine agosto che devo fare l’ultimo post sul viaggio a Berlino e non l’ho ancora fatto qualcuno potrebbe pensare che questa città abbia la capacità di ingoiare le persone: infatti anche un altro compagno di sbronze deve ancora tornare da Berlino, ormai da quasi due anni. Io non voglio fare questa fine e perciò porto finalmente a termine questi post di viaggio, anche se purtroppo il tempo ha sbiadito i miei ricordi e così questo sarà breve e non dettagliato.  L’ultimo giorno a Berlino è dedicato soprattutto al museo di Pergamo che il nordestino vuole vedere soprattutto perché in Turchia ha visto questa città trafugata quasi completamente dai tedeschi. Ne vale la pena perché il museo è davvero interessante soprattutto se lo si visita con la guida: molto bella la ricostruzione di Pergamo e mi colpisce molto anche la porta di Ishtar. Da segnalare nella giornata anche la visione di alcuni murales e soprattutto la visita al campo in ricordo dell’Olocausto. Finiamo il viaggio bevendo qualche birra in un altro posto di cameriere gnocche. Il ritorno in aeroporto si effettua in taxi poiché abbiamo calcolato male i tempi e siamo a rischio di perdere l’aereo.
Citazione del momento: "So di non sapere. Socrate
postato da: Kinta84 alle ore 14:46 | Permalink | commenti (3)
categoria:donne, arte, animali, viaggio, video, germania, delirio, alcool, alcolismo, nerd
mercoledì, 30 settembre 2009

Vi linko un articolo attinente ai discorsi di ieri dal tricheco. Ve ne ho parlato ieri e mi sembra molto interessante. Buona lettura!

In più riporto anche qualche notizia sugli omicidi dell''ndrangheta a Milano negli anni 80/90:

 

L'ascesa e le alleanze [modifica]

Inizia a costruire il suo impero tra la Brianza e il lecchese alleandosi insieme al boss calabrese della Comasina Giuseppe Flachi detto Pepè, Antonio Papalia di Buccinasco e al clan camorrista dei Batti per gestire il narcotraffico. Diventa proprietario di una catena di ristoranti e pizzerie[1].

Fa uccidere per questioni di droga tre esponenti degli Arena il 1991 e il 1993: volevano cambiare fornitori e avevano mire espansionistiche[2].

Nel 1987 in Brianza fa uccidere sei affilati ai Miriadi per una disputa sugli appalti di costruzione.[3]

Guerra con i Batti [modifica]

La federazione 'Ndrangheta-Camorra si sfalda nel 1990 quando i Batti decidono di mettersi in proprio e contrattare direttamente la compravendita di eroina con i turchi. Il pretesto per scatenare la guerra che durerà 4 anni è un diverbio tra Franco Coco Trovato e Salvatore Batti durante la festa di matrimonio di Pepè Flachi.

Il 15 settembre 1990 dei sicari dei Batti tentano di uccidere Trovato colpendo invece due innocenti, Pietro Carpita e Luigi Recalcati nel comune di Bresso.[4]. Trovato insieme al suo vice Antonio Schettini e a Flachi passano al contrattattaco uccidendo Francesco Batti in un campo a Trezzano sul Naviglio.[5]. Luigi Batti tenta una mediazione, ma i calabresi con l'inganno invece di aprire una trattativa lo portano con sè e lo uccidono in una pressa[6]. Vengono trovati 11 morti in 6 mesi, Rosalinda Traditi, affiliata ai Batti è l'ultima della serie.

L'ultimo a rimanere in vita è Salvatore Batti che ritorna nel napoletano a cercare nuovi uomini per la guerra. I calabresi si accordano mandando Antonio Schettini con i Fabbrocino e con gli Ascione per l'omicidio di Batti e in cambio devono uccidere Roberto Cutolo, figlio del più famoso Raffaele Cutolo. Il 19 dicembre [1990] Antonio Schettini lo uccide a Tradate.

L'ultima inchiesta riguardante quella guerra termina il 23 gennaio 2002 con l'operazione atto finale vengono eseguiti 46 ordini di cattura.[7].

Citazione del momento: "La Guerra Totale è la Società moderna stessa, al suo più alto grado di efficienza." Georges Bernanos

postato da: Kinta84 alle ore 18:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, animali, mafia, delirio, violenza, terronia, diplomacy, anni 80/90
venerdì, 25 settembre 2009
Dopo un'attenta ricerca ho trovato qualche ombra sul passato del nostro ministro antifannulloni Renato Brunetta. Nonostante le sue iniziative contro l'assenteismo dei dipendenti pubblici siano molto lodevoli, si deve rilevare che nella sua carriera da parlamentare europeo non ha dato certo un bell'esempio. E' stato presente solo al 63% delle sedute... Insomma un po' fannullone lo è stato anche lui!! Forse non è proprio la persona giusta per combattere questa fondamentale battaglia!!

brunetta fannullone


postato da: bufx alle ore 21:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, mafia, terronia
giovedì, 17 settembre 2009
DOMENICA 9 AGOSTO
 
Lasciamo in fretta Akko e ci dirigiamo verso la capitale del misticismo ebraico, la città chiamata in molti modi: Safed, Tsfat o Zefat. Per raggiungerla ci ineperchiamo sulle colline della Galilea Superiore in una zona confinante con le famose alture del Golan. La Punto boccheggia ma alla fine arriviamo a destinazione sani e salvi. 
A Tsfat in realtà c'è poco da vedere, le sinagoghe in cui entriamo sono piuttosto anonime, ma forse tutte le sinagoghe del mondo sono così. Dal punto di vista umano invece la deviazione si rivela molto interessante, siamo infatti per la prima volta accerchiati da ebrei ultraortodossi vestiti in maniera tradizionale con in testa l'inseparabile Yarmulke. Anche i ragazzini sono vestiti allo stesso modo dei genitori e fanno abbastanza impressione contando che siamo a metà agosto. Molte case hanno la stella di Davide dipinta sulla facciata della casa mancava solo la scritta JUDEN e mi sarebbe sembrato di essere nel ghetto di Varsavia o Berlino... Il contrasto con Tel Aviv è evidente, lì infatti non abbiamo vestito nessun hasidim.
Prendiamo un panino veramente rozzo ordinando a caso visto che non sapevano l'inglese, ma come sapete quando Marco ha fame non c'è niente che lo fermi...
Riprendiamo l'auto alla volta del Lago Tiberiade, il lago non ha niente di notevole tuttavia lì vicino scorre il fiume Giordano e c'è un luogo chiamato Yardenit dove pare che Jesus si sia fatto battezzare da Joao Baptista. Il posto è un turistitata unica, c'è un gruppo di Americani si fa battezzare da un prete. La cerimonia consite nel  mettersi una tunica bianca gentilmente fornita all'ingresso al prezzo di circa 30$ (ovviamente il business è gestito da ebrei...), quindi vi è un sermone del prete che spiega l'importanza del battesimo e successivamente il prelato immerge la testa del battezzando all'indietro nel fiume e gli fa il segno della croce e da lì il limbo è cancellato per sempre!!!
Guardate questo video




 
Lasciamo dopo poco tempo il posto e ci dirigiamo verso Nazareth. La città è a maggioranza araba ed effettivamente si nota un certo contrasto con Haifa o Tel Aviv. Per mio errore ci facciamo un escursione in salita a piedi nella favela della città (io credevo che fosse il modo più rapido per raggiungere la chiesa dell'annunciazione). A un certo punto Marco non ce la fa più a salire e  mi accorgo che siamo parecchio più alti della chiesa. Così andiamo in discesa verso la chiesa, passando per un mercato deserto in quanto era domenica. La Chiesa dell'Annunciazione è la più grande del Medio Oriente e possiede una cupola veramente impressionante. All'interno invece non è niente di particolare, però solo per la struttura esterna merita una deviazione. Marco non entra neanche nella chiesa perchè è stanco morto. Prima di ripartire per riportare la macchina in aeroporto riesco a tirarlo su di morale portandolo a mangiare un Kebab veramente ottimo.
Lasciamo Nazareth e ci dirigiamo all'aeroporto di Tel Aviv a lasciare l'auto. Sbrighiamo rapidamente le operazioni di ckeck out e saliamo su un taxy collettivo alla volta di Jerusalem. Il pulmino ci lascia in mezzo alla strada perchè dice che con quel traffico (si andava veramente a passo d'uomo) ci avremmo messo meno a piedi. All'inzio bestemmiamo, poi con un po' di fatica raggiungiamo la porta di Damasco e il nostro albergo che è a qualche metro all'interno della città vecchia (dove le macchine non posso andare).
Ci facciamo una doccia e poi Marco stranamente iperattivo mi dice "sta sera ho voglia di divertirmi e bere!!" io non posso che approvare e così ci tuffiamo nella vita notturna della Gerusalemme moderna. Sembra di stare a Milano. Prendiamo birre e panini in un locale. Tral'altro il litro di birra era in sconto e così non possiamo tirarci indietro, inoltre è usanza nei locali che insieme alla birra ti portino il narghilè, cosa di cui io personalmente da non fumatore ho usufruito poco. Durante la serata conosciamo un ragazzo italiano ebreo (Emanuele) e un suo amico israeliano che ha vissuto in Italia. Emanuele ci racconta di come abbia deciso di fare l'università in Israele mentre il suo amico stava studiando per diventare rabbino. Ovviamente la loro posizione verso gli arabi (soprattutto da parte del futuro Rabbi) era abbastanza intollerante, anche se tutte e due erano per una soluzione pacifica del problema.
Torniamo in albergo verso mezzanotte, Marco è abbastanza brillo e si mette a saltellare per la via Dolorosa, che è più deserta del Negev.
 
 
LUNEDI'  10 AGOSTO

Tutta la giornata è dedicata a Gerusalemme. Elenco tutti i posti che abbiamo visto senza andare nei dettagli se no verrebbe un post mostruoso: Muro del Pianto, Mercato nella città vecchia, Quartiere ebraico, Quartiere Mussulmano, Quartiere Cristiano, Chiesa dei Getsemani, Monte degli Ulivi, Cimitero Ebraico, Chiesa dell'Ascensione, Via Dolorosa (con tutte le stazioni), Cella di Gesù e di Barabba, Chiesa del Santo Sepolcro, Porta di Damasco, Porta di Jaffa, Porta dei Leoni, Cittadella, Quartiere Armeno, Gerusalemme nuova....
Insomma in un giorno abbiamo visto quasi tutta la città vecchia a parte il Duomo della Roccia.
Il momumento più interessante che abbiamo è stato sicuramente il Muro del Pianto (western Wall), per arrivarci abbiamo dovuto superare un metal detector, successivamente Marco ha dovuto prendere all'ingresso la Kippah di cartone mentre io avevo la mia personale comprata a Tsfat. E' da notare che al di sopra del Muro del Pianto vi è il terzo monumento più sacro per i Mussulmani: il Duomo della Roccia. Insomma è tutto a pochi metri di distanza! Lasciamo spazio ai video sul muro del pianto che valgono più delle parole.








Molto interssante è stato anche il giro nel quartiere ebraico, quartiere costruito in pietra negli anni '70, molto tranquillo. Per le strade si vedono moltissimo hasidim. Purtroppo la Sinagoga principale del quartiere è in ristrutturazione e le altre sono chiuse al pubblico.
Per quanto riguarda la parte cristiana devo dire che mi ha fatto meno impressione, però grazie ai momumenti sparsi sul Monte degli Ulivi ho potuto ammirare un panorama mozzafiato su tutta la città vecchia, mentre Marco stremato mi aspettava alla Porta dei Leoni.
La Via Dolorosa è praticamente tutta in piano, il famoso Monte Golgota/Calvario è all'interno della Chiesa del Santo Sepolcro; a mio parere è più alta la rampa che porta al Ponte della Ghisolfa. All'interno della Chiesa regna una confusione unica è pieno di turisti e gli  ortodossi sono i peggiori: si buttano letteralmente sul Sepolcro. Dal punto di vista artistico non c'è nulla di notevole.
Il vero fascino della città non è quindi dato secondo me dall'aura di misticisimo che dovrebbe sprigionare quanto dalla bellezza dei vicoli medioevali, dal disordine e dagli odori del mercato, dall'insistenza dei mercanti (che chiaramente non sono stati scacciati dal tempio), dai richiami dei muezzin al tramonto, dalla diversa umanità che si può vedere (prima incroci un armeno con la barba lunghissima, poi giri l'angolo e spunta un ebreo ultraortodosso, quindi un palestinese, poi un filippino che fa la Via Dolorosa con la croce, poi i preti cristiani, i backpackers, arabi occidentalizzati con le magliette di calcio di club europei, gruppi di italiani accompagnati dalle parocchie, bambini ebrei che giocano a tirarsi la palla, funzionari dell'Onu, militari israeliani armati di tutto punto...), dal giro sui tetti alle prime luci della sera, dalle scalinate di pietra sparse per la città...
Il pomeriggio inoltrato lo passiamo cercando un agenzia di viaggio che organizzi un escursione nel Mar Morto, giriamo per la città nuova chiedendo in giro ma non troviamo nulla e Marco è incazzato perchè per il giorno successivo non sapevamo cosa fare e io gli dicevo che avremmo improvvisato da bravi zingari.
Proviamo anche ad andare alla stazione dei bus per avere un idea degli orari, visto che il sito della compagnia non funzionava bene (Internet a Gerusalemme funzionava in generale di merda, forse la rete è piena di controlli antihackeraggio??). Arrivati al terminal il punto informativo era chiuso e la bigliettaia non ci da alcuna informazione. Marco è veramente incazzato e viene fuori con una frase improbabile: "Sono molto più organizzati gli arabi degli ebrei!!"
Alla fine decidiamo di prolungare le notti in albergo a Gerusalemme e di andare i giorni successivi in giornata sul Mar Morto e in Palestina.
La sera andiamo in vita nella città nuova in un locale nella stessa vietta stretta del giorno prima (sembrava di stare in Brera). Marco becca un suo compagno di università decisamente highlander (sopra i 30 anni) che ci racconta di come abbia lasciato l'Italia per andare a vivere in Israele con la sua moglie tunisina consciuta via internet (decisamente TRASH!!!). Scopriamo che lo stato sionista ti paga il biglietto e ti aiuta a economicamente a vivere i primi mesi in Israele pagandoti affitto e lezioni di ebraico.
Tornando a casa Marco deve pisciare e non riesce a tenerla fino all'albergo così decide di farla nella via Dolorosa, per fortuna nessuno lo vede...Siamo tutti e due decisamente brilli!
Per finire beccatevi questo!!